Questo testo è tratto dal libro
“Archeoastronomia. Il Megalitismo, il tempo ciclico e la vita oltre la morte”
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La Necropoli di Montessu, situata nel comune di Villaperuccio (provincia del Sud Sardegna), è uno dei siti archeologici più imponenti e suggestivi dell’intera isola. Rappresenta il più esteso sepolcreto a Domus de Janas rinvenuto nell’intero bacino del Mediterraneo, una testimonianza fondamentale delle culture prenuragiche che abitarono la Sardegna per millenni.

Cosa sono e a cosa servivano le Domus de Janas?
Le Domus de Janas (che in sardo significa “case delle fate” o “delle streghe”) sono antiche tombe ipogee, ovvero camere sepolcrali scavate direttamente nella roccia. Lungi dall’essere semplici fosse, queste strutture erano concepite come vere e proprie “case per l’aldilà”, destinate ad accogliere le spoglie di più individui, spesso appartenenti allo stesso gruppo familiare o clan, in un’ottica di sepoltura collettiva.
L’uso di queste tombe, che si estende per un lunghissimo arco di tempo (dal Neolitico all’età del Bronzo), indica un forte legame con il culto degli antenati e la continuità del lignaggio. In alcuni casi, la scelta di riprodurre al loro interno l’architettura delle abitazioni dei vivi, con soffitti a doppio spiovente, focolari simbolici e pilastri, non era casuale: la tomba era vista come una nuova dimora per i defunti.
Le Domus de Janas servivano quindi non solo a inumare i corpi, ma anche a:
- Mantenere il legame con gli antenati: Il sito era un punto di riferimento sacro per la comunità, dove venivano svolti riti e offerte.
- Celebrare la vita e la morte: I corredi funerari (ceramiche, utensili, statuine) testimoniano l’importanza di accompagnare il defunto nel suo viaggio, fornendogli tutto il necessario.
- Affermare l’identità del gruppo: La monumentalità e la ricchezza delle tombe, specialmente quelle più elaborate, riflettevano lo status e l’organizzazione sociale della comunità.

Un Anfiteatro Naturale
La necropoli di Montessu si adagia sul fianco meridionale del Monte Essu, creando un suggestivo anfiteatro naturale di roccia. Qui si contano oltre 40 Domus de Janas, di varie dimensioni e planimetrie. La loro disposizione lungo la parete rocciosa appare simmetrica e preordinata, suggerendo un disegno preciso e una notevole organizzazione del sito funerario.
L’utilizzo di Montessu si estende per un lunghissimo periodo, dal Neolitico finale (cultura di Ozieri, 3200-2800 a.C.) fino al Bronzo antico (cultura di Bonnanaro, 1800-1600 a.C.), attraversando anche le culture eneolitiche di Filigosa, Abealzu, Monte Claro e Campaniforme. Questa continuità nell’uso attesta l’importanza duratura del sito per le comunità preistoriche.
Architettura e Simbolismo delle Decorazioni
Le Domus de Janas di Montessu mostrano una notevole varietà architettonica. Generalmente presentano:
- Vestiboli: Spazi d’ingresso che anticipano le camere interne.
- Camere Maggiori: Spazi principali da cui si diramano altre camere.
- Nicchie e Coppelle: Piccoli incavi e fori scavati nelle pareti o nel pavimento, probabilmente con funzioni rituali o come alloggiamenti per offerte.
- Colonnetti sbozzati: In alcune tombe, si trovano pilastri scolpiti nella roccia per sostenere idealmente la volta, un’imitazione dell’architettura lignea delle abitazioni dei vivi.
- Corridoi: Accessi lunghi e stretti che si addentrano nel monte e portano a diverse camere sepolcrali.
Le strutture riproducono spesso l’interno delle capanne dell’epoca, con soffitti a doppio spiovente o tetti a falsa cupola, rafforzando l’idea della tomba come una “casa” per l’aldilà.
Le decorazioni, realizzate tramite incisioni o pittura con ocra rossa, sono il vero cuore simbolico del sito. L’ocra rossa, con il suo colore che richiama il sangue e la vita, simboleggiava la rigenerazione e il rinnovamento. Era un modo per propiziare la rinascita del defunto in un nuovo ciclo vitale. Tra i motivi decorativi più comuni troviamo:
- Spirali: Simboli universali del ciclo vita-morte-rinascita e del movimento cosmico. La spirale e la doppia spirale sono simboli molto potenti e diffusi nelle culture antiche, specialmente nel Neolitico e nell’età del Bronzo, legati al movimento del sole e al rinnovamento eterno della vita.

- Corna taurine: La protome taurina (testa di toro), scolpita in rilievo o incisa, era un potente simbolo di forza, fertilità e rigenerazione. Il toro era la controparte maschile del principio di fertilità identificato nella Dea Madre, padrona della ciclo di vita e morte.
- Falsa porta: Una nicchia scolpita che imita una porta, ma non conduce da nessuna parte. Rappresenta il punto di passaggio simbolico tra il mondo dei vivi e quello dei morti, una soglia invisibile che il defunto doveva attraversare.
- Motivi a zig-zag e curvilinei: Simboli astratti legati all’acqua, al serpente e al movimento, tutti elementi che richiamano la rigenerazione e la ciclicità della natura.
Le “Tombe Santuario” più Celebri e i loro Simboli Specifici
Tra le numerose tombe di Montessu, alcune si distinguono per la loro monumentalità e la ricchezza delle decorazioni, tanto da essere definite “tombe santuario”:
- Sa Cresiedda (La Chiesetta): Posizionata a un’estremità dell’anfiteatro, è una delle più imponenti. Si distingue per la sua architettura elaborata e, sul fronte, per la presenza di allineamenti megalitici disposti a semicerchio che creano un ingresso monumentale. Al suo interno, un primo ambiente è separato da un secondo tramite una parete aperta in tre punti, la cui disposizione richiama volutamente le cavità di un teschio, un simbolo potentissimo di morte e rinascita. Questo dettaglio sottolinea un rito di passaggio e la trasformazione del defunto.

- Sa Grutta de is Procus (La Grotta dei Porci): Situata all’estremità opposta di Sa Cresiedda, condivide con essa caratteristiche di maestosità e complessità architettonica, inclusi allineamenti megalitici esterni che delimitavano lo spazio sacro.
- Tomba delle Spirali (Tomba VII o XV): La sua anticella è decorata con “denti di lupo” (motivi a zig-zag) in ocra rossa, e soprattutto con le spirali, simbolo centrale del ciclo rigenerativo e del viaggio nell’aldilà.
- Tomba delle Corna (Tomba XXXIV): Deve il suo nome alle intricate decorazioni a forma di corna scolpite sulla volta e sulle pareti. Anche il gradino d’accesso alla camera funeraria è scolpito a forma di protome taurina, un’ulteriore conferma del culto del toro come simbolo di forza vitale.

Reperti e Ritrovamenti
Gli scavi archeologici, condotti a più riprese dal 1971 in poi, hanno riportato alla luce numerosi reperti che arricchiscono la nostra comprensione delle pratiche funerarie e della vita quotidiana delle popolazioni di Montessu. Tra i ritrovamenti più comuni vi sono:
- Manufatti ceramici: Spesso riccamente decorati, attestano l’uso del sito per millenni.
- Strumentario litico: Utensili in ossidiana e selce, legati alle attività quotidiane.
- Statuine: In particolare, sono state rinvenute statuine di “dea madre” (come quella della Tomba V) e rare riproduzioni in negativo della sagoma di statuine cruciformi. Questi ritrovamenti rafforzano l’ipotesi di culti legati alla fertilità, al principio femminile e al potere della natura di generare vita e rigenerare.
I reperti recuperati sono attualmente conservati presso il Museo Archeologico di Villaperuccio e il Museo archeologico nazionale di Cagliari.
Un’Esperienza Suggestiva e Rivelatrice
La Necropoli di Montessu non è solo un insieme di tombe, ma un vero e proprio Parco Archeologico che invita alla riflessione sulla spiritualità e le credenze delle antiche civiltà sarde. La presenza di monoliti che delimitavano la zona antistante le tombe, e le atmosfere particolari create dalle cavità scavate nella roccia, rendono l’esperienza della visita estremamente suggestiva. L’ocra rossa, con il suo richiamo al sangue e alla rigenerazione, permea il sito di un’aura di mistero e sacralità, evocando l’incontro tra il defunto e la divinità, forse una potente figura femminile, per un viaggio nell’aldilà.
Montessu è una tappa imperdibile per chiunque voglia immergersi nella storia più antica della Sardegna e comprendere la sofisticata visione del mondo che avevano le popolazioni preistoriche.
fonti:
Cicilloni, R. (2009) — Montessu. Una necropoli preistorica di 5000 anni fa. Monografia su Montessu, analisi architettonica, uso, monumentalità. Iris Unica
“Art and Death in Late Neolithic Sardinia: The Role of Carvings and Paintings in Domus de Janas Rock-cut Tombs” — Robin, G. (2016). Cambridge Archaeological Journal. Analisi delle decorazioni (incisioni, pitture, motivi geometrici, cornici etc.) all’interno delle Domus de Janas e del loro rapporto con il rito funerario. Cambridge University Press & Assessment
Atzeni, E. — varie indagini a partire dagli anni ’70 su Montessu, menzionate nella scheda Idese: studi architettonici, ritrovamenti di statuette, ceramica etc. Idese
SardegnaCultura (Regione Autonoma della Sardegna) — Scheda “Villaperuccio, Necropolis of Montessu” che descrive planimetrie, tipologie delle tombe, decorazioni, vestiboli, camere etc. sardegnacultura.it
UNESCO – “Funerary Tradition in the Prehistory of Sardinia – The domus de janas” — dossier e pubblicazioni relative al riconoscimento UNESCO delle Domus de Janas, che includono Montessu.
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