Questo testo è tratto dal libro
“La civiltà dei Sumeri. Storia, mitologia e letteratura Dal diluvio alle imprese del Grande Gilgamesh”
Visualizza l’indice del libro
Visualizza la scheda del prodotto
Nell’arte sumera troviamo la dimostrazione di quanto fosse intenso il legame che l’antico sumero aveva con il mondo divino. Gli scavi nei templi dedicati alle divinità hanno portato alla luce molte statuette che poi vennero chiamate “statue degli oranti” per via della posizione di preghiera che le caratterizza. Queste statue venivano collocate nei templi degli dèi in modo da rappresentare continuamente l’orante, dato che la persona reale non avrebbe potuto adempiere al suo debito di preghiera per via delle sue occupazioni quotidiane.
Nella foto si vedono le dodici statue degli oranti ritrovate a Tell Asmar (Antica Eshnunna, Iraq) durante la campagna di scavi condotta tra il 1933 e 1934. Le statuette erano seppellite sotto al pavimento di un tempio dedicato al dio Abu (una divinità minore legata alla vegetazione e alla fertilità) La vicinanza con l’altare e la posizione ordinata in cui vennero trovate suggeriscono che furono seppellite intenzionalmente. Le statue di Tell Asmar risalgono ad un periodo compreso tra il 2900 a.C. e il 2500 a.C. e variano in altezza da 21 cm a 72 cm. Delle dodici statue dieci rappresentano individui di sesso maschile e due individui di sesso femminile. Otto delle figure sono fatte di gesso, due di calcare, mentre le più piccole furono realizzate in alabastro. Le statue erano un surrogato delle persone reali e su alcune di esse è riportato un nome e un messaggio supplichevole personalizzato.

L’elemento più affascinante e caratteristico di queste sculture sono gli occhi enormi e spalancati, intarsiati con conchiglia e pietra scura, che trasmettono un senso di tensione mistica e vigilanza. Quello sguardo fisso e penetrante simboleggia la costante attenzione verso il divino, la consapevolezza della presenza degli dèi e la necessità di mantenere con loro un contatto ininterrotto. Le bocche chiuse e i volti immobili esprimono invece la quiete della preghiera silenziosa, l’attesa del favore divino. I corpi, stilizzati ma solenni, rivelano una concezione dell’immagine non naturalistica, bensì sacrale: ciò che conta non è la somiglianza con il fedele, ma la sua funzione simbolica di tramite tra umano e divino (Frankfort, 1939).
Le iscrizioni presenti su alcune statuette, riportanti i nomi dei dedicanti o brevi formule di offerta, testimoniano che esse erano doni personali, commissionati da individui di diversa estrazione sociale. Tuttavia, il loro stile uniforme e la disposizione trovata nel deposito archeologico suggeriscono che facessero parte di un insieme rituale coordinato, forse collocato originariamente nella cella del tempio, di fronte alla statua del dio. Quando furono sepolte, probabilmente come atto di consacrazione o “ritiro” dal culto attivo, le statuette cessarono di essere strumenti di preghiera e divennero oggetti sacri, depositati per preservare la purezza del luogo sacro (Frankfort, 1939).

Le Statuette degli Oranti di Tell Asmar costituiscono una testimonianza eccezionale della spiritualità sumerica. In esse si riflette un modo di intendere la religione come servizio continuo, come partecipazione costante all’ordine cosmico stabilito dagli dèi. Attraverso le loro forme semplici e solenni, queste figure ci parlano di un mondo in cui la fede non era confinata all’intimità dell’individuo, ma era un atto pubblico, comunitario, che legava l’intera città al suo dio protettore. La loro forza espressiva, rimasta intatta per oltre quattro millenni, restituisce ancora oggi l’immagine di un’umanità che cerca nel silenzio della pietra il contatto eterno con il divino.
Fonti bibliografiche
- Pettinato, Giovanni (a cura di). Mitologia sumerica. Torino: Unione Tipografico-Editrice Torinese (UTET), 2001. ISBN: 8802058075 / 9788802058078.
Opera che raccoglie testi e riflessioni sulla mitologia degli antichi Sumeri, curata dall’assiriologo Giovanni Pettinato.books.google.it+1 - Frankfort, Henri. Cylinder Seals: A Documentary Essay on the Art and Religion of the Ancient Near East. London: Macmillan, 1939. Pubblicazione fondamentale sulla funzione artistica e religiosa dei sigilli cilindrici nel Vicino Oriente antico, a cura dell’archeologo Henri Frankfort. Museo Britannico+1
Fonti web
- Wikipedia Contributors. “Tell Asmar Hoard.” Wikipedia, The Free Encyclopedia, ultima modifica 28 agosto 2025, https://en.wikipedia.org/wiki/Tell_Asmar_Hoard. Accesso diretto alla voce sull’importante ritrovamento di statue votive sumere nel sito di Tell Asmar (antica Eshnunna).






Comments (0)