
Uno degli aspetti più affascinanti della Necropoli di Prunittu, a Sorradile, è la totale assenza di un centro visitatori o di qualsiasi altra infrastruttura turistica organizzata. Questo significa che non troverai biglietterie, negozi di souvenir, guide fisse o percorsi segnalati con pannelli informativi dettagliati. L’esperienza è quella di un sito archeologico “selvaggio”, immerso nella natura sarda, proprio come lo era millenni fa.
Questa particolarità rende la visita a Prunittu un’occasione unica per chi cerca un contatto più intimo e personale con la storia e il paesaggio, lontano dalla logica del turismo di massa. Ti troverai a esplorare questi antichi sepolcri con un senso di scoperta e tranquillità, spesso in totale solitudine.

Come Raggiungere Questo Tesoro Nascosto
Per arrivare alla Necropoli di Prunittu, è necessario attraversare l’abitato di Sorradile. Dirigiti verso la parte più alta del paese e prosegui per circa 1 km. Troverai un cartello che indica l’ingresso all’area archeologica, circa 50 metri dopo il bivio che porta alla chiesa campestre di Santa Maria.
Puoi visualizzare la posizione sulla mappa tramite questo link: Necropoli di Prunittu su Google Maps
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Cosa Sono le Domus de Janas e Il Loro Profondo Significato
Le “Domus de Janas,” che in sardo significa “Case delle Fate,” sono tombe preistoriche scavate nella roccia. Nonostante il loro nome evocativo derivato da leggende popolari, queste strutture erano in realtà sepolture collettive utilizzate dalle antiche popolazioni della Sardegna.
Sono spesso composte da diverse camere comunicanti, con planimetrie che a volte richiamano l’architettura delle abitazioni del tempo. Simbolicamente, rappresentavano il passaggio alla vita ultraterrena, con alcuni elementi che richiamavano il grembo materno per simboleggiare la rinascita. All’interno, si possono trovare decorazioni a rilievo, incise o dipinte, con motivi geometrici, spirali e simboli sacri come le corna taurine.

Un Viaggio nel Tempo: Il Periodo Storico
Le Domus de Janas della Necropoli di Prunittu, e in generale tutte le Domus de Janas in Sardegna, risalgono principalmente al periodo del Neolitico Recente e dell’Eneolitico (Calcolitico) fino alla prima Età del Bronzo. Nello specifico, il complesso di Prunittu è collocato nella Cultura di Ozieri, un periodo compreso tra il 3500 e il 2900 a.C., con possibili riutilizzi anche in epoca bizantina. Nel 2025, le Domus de Janas sono state riconosciute come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.
Descrizione Dettagliata del Sito
La Necropoli di Prunittu è un complesso funerario ipogeico che si estende su una superficie considerevole, scavato nella roccia arenaria locale. Il sito è composto da diverse Domus de Janas, ognuna con le sue peculiarità, ma tutte testimonianza delle elaborate pratiche funerarie delle popolazioni che le realizzarono.
- 1. Disposizione:
- Il complesso di Prunittu è costituito da circa 27 Domus de Janas, suddivise in due agglomerati distanti un centinaio di metri l’uno dall’altro.
- Molti di questi ipogei sono ricavati in una parete rocciosa verticale, con ingressi situati ad altezze variabili (da un minimo di 0,60 m fino a 4,00 m dal piano di campagna). Questo rende l’accesso a diverse tombe particolarmente difficile oggi, anche se in origine erano presenti delle “pedarole” (scalini scavati nella roccia). Alcune sono raggiungibili solo calandosi dal pianoro sovrastante a causa di crolli e fratture.
- Gli ingressi sono generalmente orientati verso sud/sud-ovest.
2. Tipologia Architettonica:
- Lo schema planimetrico prevalente è pluricellulare a sviluppo longitudinale. Questo significa che le tombe sono composte da più ambienti disposti in sequenza.
- Talvolta, le planimetrie sono arricchite da ampliamenti laterali a destra o a sinistra dell’asse principale.
- I profili delle celle possono essere rettilinei, curvilinei o retto-curvilinei.
- Le pareti e i soffitti sono generalmente a profilo rettilineo e gli angoli sono sempre arrotondati.
3. Particolarità di alcune Tombe:
- Tomba 10 o “Sa Cresia” (La Chiesa): Questa è considerata una delle più interessanti. È un ipogeo pluricellulare che presenta una grande anticella. Sulla parete di fondo di questa anticella si aprono due portelli di accesso ai vani successivi, in posizione rialzata rispetto al pavimento. Uno di questi ingressi (quello centrale e più grande) è sormontato da un grosso mensolone ricavato nella roccia, che funge da falso architrave. Da questi ingressi si accede a sei celle comunicanti. L’atrio della tomba “Sa Cresia” è dotato di nicchie quadrate.
- Altre tombe interessanti: Un’altra tomba, accessibile dall’alto, presenta una vasta anticamera (purtroppo priva di volta) che precede un portello con una ampia cornice squadrata perfettamente scolpita, che a sua volta permette l’accesso a una serie di ampie celle comunicanti.
- Decorazioni: Sebbene non siano pervasive come in altri siti più celebri (es. Sant’Andrea Priu o Anghelu Ruju), alcune Domus de Janas di Prunittu e in generale nel territorio di Sorradile (come nella vicina necropoli di Sas Lozas) possono presentare tracce di decorazioni, come cornici scolpite attorno agli ingressi e, in un caso specifico, abbondanti tracce di vernice rossa su una cornice. Occasionalmente, possono esserci nicchie quadrangolari, che a volte sono il risultato di riutilizzi successivi.
Passeggiando tra queste antiche sepolture, si può percepire la sacralità del luogo e l’ingegno di chi le ha create. L’ambiente naturale circostante, fatto di macchia mediterranea e rocce affioranti, contribuisce a un’esperienza quasi meditativa, lontana dalla frenesia del turismo di massa.









