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LA PIRAMIDE DI UNIS E I PRIMI TESTI DELLE PIRAMIDI

Luglio 24, 20256 minute read

Immaginate di camminare attraverso i passaggi millenari di una piramide e di trovarvi di fronte a un tesoro inestimabile: non oro o gioielli, ma formule magiche per il viaggio nell’aldilà. Questo è ciò che attende chi visita la piramide del faraone Unis (o Unas) a Saqqara, in Egitto.

Unis, ultimo faraone della V dinastia egizia, regnò per circa 30 anni, dal 2375 al 2345 a.C. La sua piramide, sebbene modesta nelle dimensioni rispetto a quelle dei suoi predecessori a Giza, nasconde una rivoluzione nel pensiero e nella pratica funeraria egizia. Fino ad allora, le piramidi erano principalmente strutture di pietra massiccia, con camere interne spoglie, ma la piramide di Unis segna una svolta epocale: è la prima a essere decorata con i leggendari Testi delle Piramidi.

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Le camere interne della piramide di Unis, in particolare la camera sepolcrale, sono giunte fino a noi in uno stato di conservazione eccezionale. Questo è in parte dovuto alla sua posizione, alle tecniche costruttive e forse anche a un pizzico di fortuna. Entrando, ci si trova avvolti da un’atmosfera magica, con le pareti ricoperte di geroglifici intricati pieni di formule magiche per il viaggio del faraone verso l’eternità.

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Non un “Libro”, ma una Collezione di Incantesimi

È importante chiarire che i Testi delle Piramidi non sono un testo continuo o un’unica narrazione come un romanzo. Sono piuttosto una vasta collezione di circa 759 “detti” o “incantesimi” (chiamati dagli egittologi “utterances”), ognuno dei quali è un elemento indipendente con uno significato e uno scopo specifico. Questi incantesimi venivano scelti e disposti sulle pareti delle camere sepolcrali e dei corridoi delle piramidi reali (a partire da Unis e poi per i suoi successori) in un ordine che variava da tomba a tomba.

testi delle piramidi

La Funzione Primaria: Assicurare la Rinascita e l’Ascensione del Faraone

Il significato centrale dei Testi delle Piramidi è intrinsecamente legato alla vita nell’aldilà del faraone defunto. Erano il “manuale operativo” per garantire la sua resurrezione e la sua successiva ascensione verso un’esistenza celeste. Non erano letti come un libro moderno, ma “recitati” o “invocati” dai sacerdoti durante i riti funerari, e la loro stessa presenza sulle pareti aveva un potere intrinseco. Erano una forma di “magia simpatica”: la rappresentazione scritta delle parole e delle azioni necessarie avrebbe assicurato la loro realizzazione nel mondo ultraterreno.

L’Aldilà Egizio nei Testi delle Piramidi: Un Viaggio Tra Stelle e Rinascita

La concezione dell’aldilà che emerge dai Testi delle Piramidi è complessa e affascinante, e riflette un mondo di credenze in continua evoluzione. Non si tratta di una visione unitaria e lineare, ma piuttosto di una serie di itinerari e destini possibili, spesso sovrapposti, che il faraone era destinato a intraprendere.

Ecco i punti chiave di questa concezione:

  1. L’Aldilà come Continuità Celeste: Il Faraone Stellare e Solare Il destino predominante e più antico per il faraone è la sua ascensione nel cielo. I testi descrivono il re che si unisce alle stelle imperiture (le stelle circumpolari, che non tramontano mai sotto l’orizzonte, simbolo di eternità e immutabilità) o che naviga con il dio solare Ra nella sua barca diurna e notturna.
    • Identificazione con Ra: Il faraone si assimila al dio sole, compiendo con lui il ciclo quotidiano di nascita (all’alba, nell’Oriente), viaggio attraverso il cielo e morte (al tramonto, nell’Occidente), per poi rinascere ogni giorno. Questo ciclo cosmico garantiva la sua perpetua esistenza.
    • Scalata al Cielo: Numerosi incantesimi descrivono il faraone che ascende al cielo su una scala, o sulle ali di un falco, o attraverso una “scala di corda” fornita dagli dei. Il suo obiettivo è raggiungere le dimore celesti, unirsi alla compagnia degli dei e partecipare ai loro banchetti.
    • Poderoso e Divino: Una volta in cielo, il faraone non è un’anima passiva. Egli è un essere potente, che può dare ordini agli dei, assorbirne la forza e il nutrimento, e persino divorarli simbolicamente per acquisire le loro qualità e poteri (come nel controverso “Cannibal Hymn”, Inno Cannibalico).
  2. L’Aldilà come Regno Osirideo: La Resurrezione Terrestre Sebbene l’aspetto celeste sia predominante, nei Testi delle Piramidi inizia a emergere anche la figura di Osiride, il dio dei morti e della resurrezione. Questo è un elemento innovativo che diventerà centrale nei testi funerari successivi (Testi dei Sarcofagi e Libro dei Morti).
    • Identificazione con Osiride: Il faraone defunto viene spesso chiamato “Osiride [Nome del Faraone]”, indicando che egli si assimila al dio Osiride, il quale, dopo essere stato ucciso e smembrato, fu riportato in vita e divenne il sovrano dell’aldilà. Questa identificazione garantiva la sua capacità di rinascere.
    • Fertilità e Rigenerazione: L’aspetto osirideo dell’aldilà è legato alla fertilità e alla rinascita sulla terra. Come Osiride rappresenta il ciclo annuale delle inondazioni del Nilo e della vegetazione, così il faraone, identificandosi con lui, spera in una resurrezione e prosperità nel mondo sotterraneo o in un’esistenza in un “Campo di Giunchi” fertile e lussureggiante.
  3. Il Viaggio e le Sfide dell’Aldilà Il passaggio alla vita nell’aldilà non è automatico né privo di pericoli. I testi fungono da guida per il faraone:
    • Porte e Guardiani: L’aldilà è concepito come un luogo con porte da attraversare e guardiani da placare o superare con formule specifiche.
    • Pericoli Naturali e Soprannaturali: Il faraone deve affrontare serpenti, scorpioni e altre creature ostili. I testi contengono incantesimi per paralizzarli o renderli innocui.
    • Purificazione e Offerte: Numerose formule sono dedicate alla purificazione del faraone e alla garanzia che riceva le offerte necessarie per il suo sostentamento eterno.
  4. La Continuità del KA e del BA Sebbene i Testi delle Piramidi non elaborino in dettaglio i concetti di Ka e Ba come faranno i testi successivi, le basi sono già presenti:
    • Il Ka (forza vitale/doppio): La sua continuità era essenziale per l’esistenza nell’aldilà. Le offerte funebri erano destinate a nutrirlo.
    • Il Ba (personalità/anima mobile): Sebbene meno esplicito che in epoche successive, il Ba permetteva al faraone di muoversi liberamente tra il mondo terreno e quello divino, di visitare la sua tomba e poi ascendere al cielo.
  5. Un Aldilà Egocentrico e Regalistico È fondamentale ricordare che i Testi delle Piramidi erano esclusivamente per il faraone. La concezione dell’aldilà che emerge è quindi fortemente incentrata sulla sua divinità e sul suo ruolo cosmico. Il suo successo nell’aldilà non era solo personale, ma garantiva la stabilità e la prosperità dell’intero Egitto. La sua ascensione assicurava che egli continuasse a intercedere per il suo popolo presso gli dei.

teti delle piramidi

In sintesi, la concezione dell’aldilà nei Testi delle Piramidi è una fusione di aspirazioni celesti e terrene, dove il faraone è destinato a trasformarsi in una divinità solare o stellare, mantenendo al contempo una connessione con il ciclo di rinascita osirideo. L’aldilà non è un luogo statico di riposo, ma un dinamico viaggio di trasformazione e acquisizione di potere, guidato e assicurato dalle “parole magiche” incise sulle pareti della sua tomba.

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Divulgatore storico esperto in archeoastronomia.

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