“Archeoastronomia. Il Megalitismo, il tempo ciclico e la vita oltre la morte”
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Nel cuore selvaggio e primordiale della Sardegna, tra la vegetazione della macchia mediterranea, sorge la Tomba dei Giganti S’Ena e Thomes. Questo monumento, situato nel territorio di Dorgali, in provincia di Nuoro, rappresenta uno degli esempi più imponenti e suggestivi dell’architettura megalitica nuragica.
Il Fascino Silenzioso di un Gigante Dormiente
La Tomba dei Giganti di S’Ena e Thomes è avvolta da un’atmosfera mistica. La sua imponente stele centrale, alta diversi metri e finemente lavorata, si erge davanti alla camera sepolcrale, mentre i blocchi della facciata ricurva abbracciano un vasto piazzale semicircolare. Questa forma, interpretata come la stilizzazione di una testa taurina, evoca un profondo senso di sacralità. Immagina le processioni solenni, le cerimonie al chiaro di luna e i riti che celebravano il passaggio dalla vita alla morte di una comunità che si riuniva per onorare i propri antenati. Questo é un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, permettendoti di percepire l’eco di voci lontane e di antiche credenze.
La Tomba dei Giganti di S’Ena ‘e Thomes prende il suo nome proprio dalle dimensioni imponenti e dalla maestosità della struttura: la stele centrale è alta 4 metri, pesa ben 7 tonnellate e domina un’esedra semicircolare larga circa 10 metri. Questa tomba, come altri monumenti simili, sembra distinata ad ospitare un uomo di grandi dimensioni, in particolare la camera sepolcrale, ed è per questo che la fantasia popolare ha parlato di “giganti”.
Il nome S’Ena ‘e Thomes deriva dalla lingua sarda e può essere tradotto con:
“La vena (o sorgente) di Tomè”, dove:
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“S’ena” significa vena d’acqua, sorgente, o anche piccolo corso d’acqua sotterraneo o visibile,
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“Thomes” (o Tomè) è probabilmente un nome proprio, forse di origine antica o legato a un toponimo locale (non è chiaro se si tratti di una persona storica o mitica).
Quindi il nome “S’Ena ‘e Thomes” indica un luogo dove si trova una vena o sorgente d’acqua appartenente o legata a “Thomes”, che potrebbe essere un pastore, un antico proprietario del terreno o un personaggio leggendario.
Il vero fascino di S’Ena e Thomes risiede nella sua capacità di comunicare un senso di eterno primordiale. Ogni blocco di pietra racconta una storia di ingegno umano e di una connessione profonda con la natura e il cosmo. Questo monumento era un luogo di riposo per i defunti, certo, ma anche un punto di incontro tra il mondo terreno e quello spirituale, un ponte verso l’aldilà.

Testimonianza di una Civiltà Scomparsa
S’Ena e Thomes è l’emblema della civiltà nuragica, fiorita in Sardegna tra il XVIII e il III secolo a.C. Un popolo di abili costruttori che ha realizzato centinaia di torri di pietra: i nuraghi. Questo popolo aveva una società complessa, con una spiccata spiritualità che trovava la sua massima espressione in queste monumentali tombe collettive. La maestria con cui furono eretti questi monumenti, senza l’ausilio di tecniche moderne, è una testimonianza impressionante delle capacità ingegneristiche dell’antico popolo sardo della sua profonda visione del mondo.
Oggi l’accesso a S’Ena e Thomes presenta delle difficoltà, ma il suo fascino rimane intatto. Il sito non é ufficialmente aperto al pubblico e mancano i servizi. Per chiunque sia disposto ad affrontare il percorso, la ricompensa è l’opportunità di trovarsi di fronte a un monumento che incarna la grandezza e il mistero di un’epoca lontana. Questa esperienza va oltre la semplice visita archeologica e si trasforma in un dialogo silenzioso con la storia.
S’Ena e Thomes non è solo pietra e roccia; è memoria, è spiritualità, è il fascino intramontabile di un passato che continua a pulsare nel cuore della Sardegna.
Significati Simbolici
Il simbolismo di S’Ena e Thomes è intrinsecamente legato alla visione nuragica della vita e dell’aldilà. La forma stessa della tomba, che nella pianta riproduce la forma di una protome taurina, è stata interpretata come un simbolo di forza, fertilità e rigenerazione. Il toro, animale sacro per molte civiltà antiche, era probabilmente associato al ciclo della vita e della morte. L’orientamento delle tombe, spesso rivolte verso punti astronomici specifici o elementi paesaggistici di rilievo, suggerisce una profonda conoscenza dell’astronomia e una connessione spirituale con il cosmo.

fonti:
Lilliu, G. (1988) – La civiltà dei Sardi dal Neolitico all’età dei Nuraghi.
Lo Schiavo, F. (2000) – Le tombe dei giganti della Sardegna: architettura e simbologia funeraria.
Tanda, G. (1990) – Aspetti ideologici e simbolici delle tombe dei giganti della Sardegna nuragica.
Depalmas, A. (2009) – Monumenti funerari collettivi della Sardegna preistorica e protostorica.
Contu, E. (1979) – Le tombe dei giganti in Sardegna: tipologia, diffusione e funzione sociale.
Atzeni, E. (1998) – Riti funerari e architettura megalitica nella Sardegna nuragica.
Rassu, M. (2016) – Santuari e simboli della civiltà nuragica.
Ialongo, N. (2021) – Sacred landscapes and collective memory in Nuragic Sardinia.
SardegnaCultura (MiC, Regione Sardegna) – Scheda archeologica: Tomba dei Giganti di S’Ena e Thomes (Dorgali).
Idese – Ministero della Cultura (MiC) – Tomba di giganti S’Ena ‘e Thomes, Dorgali: descrizione e dati strutturali.
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Come Raggiungere e Visitare S’Ena e Thomes
La Tomba dei Giganti S’Ena e Thomes si trova in una posizione relativamente isolata, il che ne accresce il fascino di luogo fuori dal tempo.
Consiglio: raggiungi il sito all’alba o al tramonto per immergerti in un’atmosfera emozionante.
Coordinate Google Maps: 40.354780, 9.610540
Indicazioni Stradali:
- Da Dorgali: Prendere la strada provinciale 38 (SP38) in direzione di Cala Gonone. Dopo pochi chilometri, poco prima di arrivare a Cala Gonone, si trova un bivio sulla destra con indicazioni per “Tomba dei Giganti S’Ena e Thomes”. La strada è sterrata ma solitamente percorribile con un’auto normale.
- Parcheggio: Non esiste un parcheggio dedicato. Si può lasciare l’auto ai lati della stradina sterrata, facendo attenzione a non ostruire il passaggio.
Informazioni sull’Accesso (Importante!):
È fondamentale sapere che, nonostante il suo valore storico e archeologico, il sito di S’Ena e Thomes è attualmente chiuso e non è ufficialmente accessibile al pubblico. Le recinzioni e i cancelli chiudono il passaggio, ma non mancano visitatori che, spinti dalla curiosità e dal desiderio di esplorare, scelgono di “scavalcare” o aggirare le barriere per raggiungere il monumento. Non ci sono sentieri segnalati o strutture di accoglienza dunque dovrete utilizzare google maps per trovare il monumento in mezzo alla vegetazione, un pó come in un film di Indiana Jones . Si raccomanda la massima prudenza, rispetto per il sito e l’ambiente circostante.
Visitare S’Ena e Thomes è un’esperienza che trascende la semplice osservazione di un sito archeologico. È un viaggio nel tempo, un incontro con le radici più profonde di una terra antica e con i misteri di una civiltà che, seppur scomparsa, continua a parlarci attraverso i suoi monumenti imponenti e suggestivi.





