Questo testo è tratto dal libro
“La civiltà dei Sumeri. Storia, mitologia e letteratura Dal diluvio alle imprese del Grande Gilgamesh”
Visualizza l’indice del libro
Visualizza la scheda del prodotto
La tavoletta cuneiforme nota come Si.427 rappresenta uno dei più importanti documenti matematici dell’antica Mesopotamia e costituisce una testimonianza eccezionale dello sviluppo della geometria pratica nel Vicino Oriente del II millennio a.C. Conservata presso il Istanbul Archaeology Museums, la tavoletta è stata oggetto di particolare attenzione negli ultimi anni grazie agli studi del matematico Daniel F. Mansfield, che ne ha evidenziato la straordinaria rilevanza per la storia della matematica antica (Mansfield 2021).
Il reperto proviene probabilmente dalla Mesopotamia meridionale, nell’attuale Iraq, e viene datato al periodo paleo-babilonese, intorno al 1900–1600 a.C. (Mansfield 2021). Si tratta di un’epoca caratterizzata da un notevole sviluppo delle scienze matematiche, dell’amministrazione territoriale e delle pratiche catastali. Tuttavia, benché la tavoletta appartenga cronologicamente alla civiltà babilonese, le sue radici culturali e scientifiche affondano profondamente nella precedente tradizione dei Sumeri, che già nel III millennio a.C. avevano sviluppato sistemi avanzati di scrittura, contabilità e misurazione agraria (Kramer 1963; Robson 2008).
Le grandi città sumere come Ur, Uruk, Lagash e Nippur possedevano già sofisticati sistemi amministrativi fondati sulla registrazione scritta delle proprietà terriere, delle rese agricole e delle attività economiche dei templi. In un ambiente dominato dall’agricoltura irrigua e dalla continua ridefinizione dei confini dei campi a causa delle inondazioni dei fiumi Tigri ed Eufrate, la matematica divenne uno strumento essenziale per la gestione del territorio (Nissen 1988). Proprio in questo contesto nacquero le prime tecniche geometriche mesopotamiche, poi ereditate e perfezionate dagli scribi babilonesi.

La tavoletta Si.427 appare infatti come un documento tecnico legato alla misurazione di un terreno agricolo. Il testo descrive la suddivisione di un campo e mostra l’utilizzo di sofisticate conoscenze geometriche impiegate per stabilire confini precisi tra proprietà terriere. Ciò dimostra che gli scribi mesopotamici possedevano metodi avanzati di calcolo ben prima dello sviluppo della matematica greca classica (Friberg 2007).
L’aspetto più straordinario del reperto riguarda l’impiego di quelle che oggi vengono definite terne pitagoriche, ovvero combinazioni di numeri interi che soddisfano la relazione:







Comments (0)