Skip to content

ENLIL, IL DIO PIU’ IMPORTANTE DEL PANTHEON SUMERICO

Novembre 18, 201812 minute read

Questo testo è tratto dal libro “La civiltà dei Sumeri. Storia, mitologia e letteratura Dal diluvio alle imprese del Grande Gilgamesh” Visualizza la scheda del prodottosumeri gilgamesh

Enlil era la divinità più importante del pantheon sumerico e il protettore di Nippur, una delle città più antiche e sacre della Mesopotamia. Secondo i principi della mitologia sumera, egli esercitava la sovranità su tutto lo spazio compreso tra terra e cielo, controllando le sorti del mondo e i destini dell’uomo. Nell’ordinamento cosmico, il cielo era abitato dal padre non egemone An (dio del firmamento), mentre il sottosuolo era dominio del fratello Enki, divinità delle acque sotterranee, della sapienza e della magia (Kramer, S.N. 1961).

Enlil, il capo del pantheon sumerico

Il culto di Enlil, inizialmente confinato alla sfera sumera, venne progressivamente assorbito dagli Accadi, dai Babilonesi e dagli Assiri, che ne mantennero l’autorità divina attribuendogli caratteristiche simili. Tuttavia, con il declino politico e religioso di Nippur, il suo ruolo venne soppiantato dal dio Marduk di Babilonia, il quale assunse la posizione di divinità suprema nel pantheon mesopotamico. Questa sostituzione non fu solo religiosa ma anche politica: l’ascesa di Marduk rispecchiava l’ascesa di Babilonia come potenza dominante della Mesopotamia. L’Enūma Eliš, l’epica babilonese della creazione, costituisce una metafora mitologica di tale passaggio di potere, giustificando la supremazia babilonese attraverso il trionfo di Marduk su Tiamat e sugli altri déi primordiali (Lambert, W.G. 2013).

Si è discusso a lungo sul significato del nome Enlil, ma l’etimologia rimane incerta. In sumero, En significa “signore”, mentre líl è stato tradotto sia come “fantasma” sia come “vento”. L’interpretazione più accettata è quella di “Signore del vento” o “Signore dell’aria”, in quanto coerente con la posizione cosmologica di Enlil come dio mediatore tra cielo e terra (Jacobsen, T. 1976). L’autorità e la maestà del dio erano evidenziate da numerosi titoli tramandati dalla letteratura sumera: “Grande montagna”, “Re di tutte le terre”, “Padre delle persone dalla testa nera” (i Sumeri) e “Il ben rispettato” (Hallo, W.W. 1996).

E-kur di Nippur, Iraq. fonte immagine

Il profilo mitologico di Enlil si formò attraverso secoli di stratificazione religiosa e culturale. Egli rappresentava l’elemento dinamico e vitale che separava e organizzava il cosmo. I miti cosmogonici raccontano che, in origine, cielo e terra erano uniti in un’unica entità primordiale chiamata Anki. Questa condizione impediva lo sviluppo della vita. Fu Enlil a separare cielo (An) e terra (Ki), creando così le condizioni per la nascita del mondo abitato. Tale concezione è descritta nella tavoletta NBC 11108, un testo cosmogonico risalente alla III dinastia di Ur (circa 2100 a.C.) (Klein, J. 1997).

La tradizione di Nippur attribuisce a Enlil anche la creazione dell’uomo. Nell’Inno alla Zappa, si narra che egli modellò gli uomini per affidare loro le fatiche agricole, liberando così gli déi minori da questi compiti (Kramer, S.N. 1963). La sua autorità era ritenuta assoluta: Enlil non solo garantiva l’ordine cosmico, ma stabiliva i destini di uomini e città. Questa funzione emerge in molti inni e preghiere, dove il dio viene rappresentato come colui che “fissa i destini” (šīmtu), un concetto che verrà ripreso e trasformato in seguito dalla tradizione assira e babilonese (Bottéro, J. 1992).

Il principale santuario di Enlil era l’Ekur, la “Casa della montagna”, situata a Nippur. Questo complesso templare, composto da uno ziggurat e da edifici annessi, costituiva un punto di collegamento simbolico tra la terra e il cielo. L’Ekur non era solo il centro del culto di Enlil, ma anche un fulcro religioso per tutta la Mesopotamia: i re delle varie città-stato si recavano a Nippur per ricevere la legittimazione divina del loro potere. Senza il riconoscimento rituale di Enlil, nessun sovrano poteva dirsi autentico re di Sumer e Akkad (Van De Mieroop, M. 2004). Qui Enlil risiedeva insieme alla consorte Ninlil, dea della fertilità e della vita, con cui condivideva un importante ciclo mitologico che narrava la discesa di Ninlil negli inferi e la nascita delle divinità lunari (Katz, D. 2003).

In questo modo, la figura di Enlil prese forma come incarnazione del potere divino supremo, garante dell’ordine cosmico, legislatore dei destini e punto di riferimento religioso per re e popoli della Mesopotamia. La sua centralità, seppur ridimensionata dal successo di Marduk, lasciò una traccia indelebile nella tradizione religiosa mesopotamica.

Inno a Enlil

Presentazione di Enlil

1 Enlil, il suo detto, (che) giunge lontano, è sublime! La sua parola è pura, in nulla si muta; il verbo della sua bocca decide eterni destini. il suo sguardo altero spazia sulla contrada; il suo fulgore eccelso scruta (fin) nel cuore dei (paesi) montani.

Omaggio degli dei Anunna

5 Il padre di Enlil su trono puro, su trono sublime ha sede sontuosa; Nunamnir è investito di signoria e principato assoluti. Gli dèi terreni con moto spontaneo gli si sono prostrati, i numerosi Anunna verso di lui si sono affrettati, ne hanno seguito scrupolosamente i comandi.

Nippur, la città santa sede di Enlil

10 Il signore, potente, stragrande in cielo e in terra, che sa il diritto da vero sapiente, in Duranki ha fissato la sede, lui di vasto intelletto; con principesca magnificenza si è costruito il Kiur, il luogo spazioso. In Nippur, (città) gran capro di cielo e terra, si è costruita l’abitazione: Città, la cui vista spira aura di terrore; 15 i cui sobborghi nessun dio (per quanto) ardito osa affrontare; il cui centro è bocca d’acuto pugnale, bocca di rovina, fionda contro il paese nemico, (trappola a fossa), rete approntata. La sua voce altisonante l’uragano non la soverchia,  quando si pronuncia, nessuna parola nemica la contraddice. 20 Animo ostile, lingua non retta, parola contorta, cosa disonesta e non conveniente, voci di schiamazzatori (?), azione avversa, oppressione, occhio torvo, violenza, lingua caluniatrice, arroganza, mancar di parola…grida (…) 25 Città in cui tali cose proibite non entrano; Nippur, le cui ali (quartieri) sono come un’ampia rete. Nel suo mezzo s’aggira l’aquila hurin e cattivo o malvagio non sfugge a suoi artigli. Città dotata di giustizia, 30 (che) amministra di continuo fedeltà ed equità. In abiti ben messi (la gente) si mostra ai moli. Il fratello minore mostra rispetto verso il maggiore e crescono a uomini (maturi); dando ascolto ascolto alla parola paterna, in timore rispondono al cenno della sua mano. Il figlio verso la madre si comporta con modestia e timore e l’autorità del padre dura (a lungo). 35 Città, abitazione pura di Enlil, Nippur, soggiorno amato del Padre, Gran monte, il trono dell’abbondanza, Ekur, tempio lucente, vi si erge dal suolo, come un alto monte vi è cresciuto in luogo puro. Il tempio come fonte di prosperità Il suo principe, il Gran monte, Padre Enlil, 40 nell’Ekur, tempio sublime, si è insediato sul trono. Tempio, i cui destini nessun dio può intaccare, le cui lustrazioni pure sono inesauribili come il suolo (da cui nascono), i cui destini (sono) destini (segreti come) l’abzu che nessuno scruta; il cui interno è casa illimite, che non conosce orizzonte. 45 [Tempio (?)] in cui s’ergono gli emblemi sfavillanti; il suo signore ne ha resi perfetti gli eterni destini. Quando se ne pronunciano le formule rituali, i suoi scongiuri sono accenti di preghiera, le sue formule sono presagi favorevoli, (colui che) decide ne getta le sorti. 50 I riti sono di sommo pregio, le feste (con)profluvio di burro e latte rappreso apportano abbondanza. Le norme loro sono una bellezza, i loro godimenti qualcosa di grandioso. Ogni giorno è una festa, il nuovo giorno come una mietitura. Il tempio di Enlil è il Monte dell’abbondanza. 55 L’ispezione della vittima, l’eliminazione di (infezione) tabù, (le compiono) il gran sacerdote-en del tempio, che col tempio è cresciuto la sua sacerdote(ssa)-lagar, adatta alla mano benedicente. I suoi sacerdoti lustrali dell’abzu sono esperti in lavacri  e i (sacerdoti)nu-es nella preghiera pura sono perfetti. 60 Il suo Grande Agricola, il fedele pastor del paese, come si conveniva, è nato in giorno fausto. Il coltivatore del vasto campo (assai) esperto ne ricavava offerte stragrandi, (ma) la sua tranquillità non porta all’Ekur fulgente. 65 Enlil, (dopo che) hai tracciato sul suolo la tua pura abitazione, vi hai costruito Nippur, città tutta tua. Il Kiur, monte, luogo puro, (fornito d’)acqua buona, nel mezzo dei quattro punti cardinali, è impostato in Duranki. Il suolo è la vita del paese, vita di tutte le regioni, 70 la sua costruzione è in oro rosseggiante, le fondamenta sono in lapislazzuli. La cerimonia Come toro selvatico in Sumer si drizza il suo corno brillante e contro i paesi nemici cozza (abbattendo). Nelle grandi feste il popolo trascorre i giorni in prodigalità generosa. 74 Enlil, la pura Uras ricca di godimento per te, l’abzu, trono puro, ti è sontuosamente allestito. Alla radice del Monte è la cella pura, il luogo di riverenza per te. L’Ekur, tempio rilucente, sublime soggiorno, carico di terrore, l’aura terrificante ne giunge al cielo, la sua ombra si stende su tutti i paesi, il suo frontone si spinge fin nell’interno del cielo. 81 Per i Signori (assisi) sui troni si allestiscono offerte pure; (con) le espressioni della preghiera presentano ad essi le loro richieste. Enlil e il re 84 Enlil, al pastore che tu hai guardato con occhio benevolo, che hai benignamente chiamato ed innalzato nel paese; il paese montano gli hai consegnato, e posto sotto il piede, e il paese lontano gli hai sottomesso, 88 Come neve (che s’)ammucchia, offerte e gravi tributi dei beni dell’universo hanno raggiunto i suoi magazzini; alla corte principale si diressero i doni, nell’Ekur, Casa fulgente, li portò da ogni parte. 93 Enlil al pastore di quelli che da sè si moltiplicano, al guardiano e vita dei viventi, hai reso splendido il suo ufficio grandioso di principe, lo hai investito dell’infula sacra. Enlil e la vita del mondo 97 Sul’Im-hur-sag-ga, al trono nel suo splendore di arcobaleno, che s’incurva nel cielo, come una densa nuvola s’avanza di moto proprio. 100 In cielo egli è l’unico principe, sulla terra è il Drago, tra gli Anunna è il dio più eccelso. Vi decide da solo i destini e nessun dio vi ficca lo sguardo. 104 (Eccelso) il grande visir, il preside Nusku, ne intuisce e prende a cuore la parola e il verbo della sua mente, ne eseguisce i comandi in forma grandiosa. Come sacro officiante ne fa prosperare i decreti. Enlil e la vita sulla terra 109 Senza il Gran Monte, Enlil, non si costruisce (alcuna) città, non si fonda (alcuna) abitazione; non si costruisce (alcuna) stalla, non si fonda (alcun) ovile; non si leva re, non viene generato signore. Sacerdote mah e gran sacerdotessa non si scelgono col (rito del) capretto; non vi è truppa, non comandante, non sovraintendente. 115 Nel fiume l’inondazione (primaverile) delle carpe, quando si gonfia, non s’apre il corso e dopo che escon dal mare non sanno dirigersi, non stendono la coda. Per il mare i grossi recessi da sé non prolificano; i pesci delle acque fonde non depongono nel canneto le uova. 119 Gli uccelli del cielo sulla terra vasta non fanno il nido; in cielo la nuvola gravida di pioggia non apre la bocca. Nella campagna irrigua il grano screziato non riempie il campo; nella pianura il suo ornamento, vegetazione ed erbe, non cresce; negli orti gli alberi (come quelli) dei monti non portano frutti. 124 Senza il Gran Monte, Enlil, Nirtu non uccide, non colpisce (a morte); la mucca nella stalla non partorisce il vitello; la pecora nell’ovile non figlia l’agnello gà-gig. Gli uomini che da soli prolificano non riposano nei loro … 130 Gli animali quadrupedi non figliano, non s’accoppiano. La parola di Enlil Enlil, le tue molte perfezioni fanno restare attoniti; la loro natura segreta è come matassa arruffata che nessuno sa dipanare; è arruffio di fili che non se ne vede il bandolo. 135 Teco ragioni e consigli te stesso. Il tuo agire chi lo comprende? I tuo decreti sono decreti non manifesti, la tua fronte non scruta alcun dio. Tu sei signore, tu sei dio, sei re, tu sei Enlil; 140 tu sei giudice che dà sentenza per cielo e terra. la tua parola sublime ha l’importanza (di quella) di An e la sua efficienza non conosce. Al tuo verbo i numerosi Anunna danno … esecuzione La tua parola in cielo è autorevole, in terra è (solido) fondamento. 144 In cielo è di grande autorità, s’avvicina ad An; in terra è fondamento indistruttibile. Quando s’appressa al cielo significa abbondanza: e dal cielo piove abbondanza. Quando s’avvicina alla terra significa magnificenza di natura: e su della terra cresce questa magnificenza. Enlil e Ninil 155 [La madre] Nin-lil tua sposa, che … l’ampio paludamento d’argento … La signora fedele (da te) prescelta e hai fatto tua, ricca di grazia e di fascino, signora nell’E-kur, sa ciò che s’addice al decoro. Consigliera, nella sua parola è perfetta; 160 esperta nella parola (che) essa fa buona (?). Su trono sacro, trono puro, con te è assisa, con te ragiona, con te s’interessa; nel .. al sole d’oriente decide i destini. Nin-lil, signora di cielo e terra, signora di tutte le contrade, la lode del Gran Monte l’accarezza: 165 con magnificenza la sua parola procede, fino alla terra si posa. La sua parola (che porta) aiuto, in nulla si muta; il verbo della sua bocca ha virtù creatrice, le norme che essa detta da stabilità alle cose. 170 O Gran Monte Enlil, la lode di te è la più sublime!

Fonte traduzione http://oracc.museum.upenn.edu/amgg/listofdeities/enlil/index.html “Testi sumerici e accadici” (classici della religione), edizione UTET

Fonti bibliografiche

  1. Kramer, S. N.History Begins at Sumer – 1961

  2. Lambert, W. G.Babylonian Creation Myths – 2013

  3. Jacobsen, T.The Treasures of Darkness: A History of Mesopotamian Religion – 1976

  4. Hallo, W. W.The World’s Oldest Literature: Studies in Sumerian Belles-Lettres – 1996

  5. Klein, J.Three Sulgi Hymns (in testi relativi alla III dinastia di Ur) – 1997

  6. Kramer, S. N.The Sumerians: Their History, Culture, and Character (include “Inno alla Zappa”) – 1963

  7. Bottéro, J.Mesopotamia: Writing, Reasoning, and the Gods – 1992

  8. Van De Mieroop, M.A History of the Ancient Near East – 2004

  9. Katz, D.The Image of the Netherworld in the Sumerian Sources – 2003

  10. ORACC – The Open Richly Annotated Cuneiform CorpusEnlil (list of deities) – consultabile presso: oracc.museum.upenn.edu

  11. Testi sumerici e accadici – (Classici della religione) – UTET – edizione originale: 1963

Tags:

letteratura sumeramitologia sumerasumeri

Divulgatore storico esperto in archeoastronomia.

Articoli correlati

Nessun commento

Seguici

Non dimenticare di seguirci sui social media per ricevere le ultime notizie in tempo reale.

NEWSLETTER

Iscriviti oggi e non perderti nessun articolo importante.

Articoli recenti
Torna su
error: Content is protected !!