Questo testo è tratto dal libro
“Mitologia dell’Antico Egitto. Cosmogonia, pantheon delle divinità, sistemi di credenze, architettura sacra e simbolismo religioso”
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Nel pensiero religioso dell’antico Egitto, il concetto di Maat rappresenta uno dei principi fondamentali per comprendere la struttura dell’universo e la cosmologia egizia. Il termine non indica soltanto la giustizia o la verità in senso morale, ma esprime un concetto molto più ampio che comprende ordine cosmico, equilibrio naturale, armonia sociale e verità ontologica. La Maat nella religione egizia è il principio che rende possibile l’esistenza stessa del cosmo e che garantisce la stabilità del mondo dopo l’atto originario della creazione. Senza la Maat, l’universo ricadrebbe nel caos primordiale. Per questo motivo essa occupa una posizione centrale nella teologia egizia, nella filosofia religiosa e nella concezione del potere faraonico (Assmann, 1995; Hornung, 1982).
Maat e cosmologia egizia: l’ordine del cosmo dopo la creazione
Secondo la cosmologia egizia, la creazione del mondo non elimina il caos primordiale rappresentato dalle acque del Nun, l’oceano indistinto da cui tutto ha origine. Il caos continua a esistere come sfondo permanente della realtà. Ciò che impedisce al cosmo di ricadere nell’indistinzione originaria è proprio la Maat, il principio che mantiene separati e in equilibrio gli elementi fondamentali dell’universo: cielo e terra, luce e oscurità, vita e morte (Hornung, 1999). L’ordine cosmico nasce con l’atto della creazione, ma nei diversi sistemi teologici dell’antico Egitto esso viene attribuito a differenti divinità creatrici.

La Maat nella teologia eliopolitana
Nella teologia di Eliopoli, è il dio Atum-Ra che, emergendo dal Nun, stabilisce l’ordine cosmico e genera le divinità che strutturano il mondo. Nei testi religiosi egizi il dio solare viene spesso descritto come colui che “pone la Maat al suo posto”, inaugurando l’ordine dell’universo. Nei Testi delle Piramidi, una delle più antiche raccolte di testi religiosi egizi, si legge:
«Ra pone la Maat al suo posto
e respinge l’isfet.»(Testi delle Piramidi; trad. Faulkner)
Questo passo evidenzia chiaramente il ruolo della Maat come principio di stabilizzazione del cosmo e come forza opposta al caos.
La Maat nella teologia menfita
Nella teologia menfita, invece, l’ordine del mondo deriva dall’atto creativo del dio Ptah. Secondo questa tradizione teologica, il dio concepisce il cosmo nel cuore (ib) e lo realizza attraverso la parola creatrice (hu). In questo sistema religioso la Maat rappresenta la coerenza e l’armonia dell’universo, generato attraverso il pensiero divino e reso reale dalla parola creatrice. L’ordine del cosmo non è quindi soltanto un fatto fisico, ma il risultato di un atto intellettuale e creativo della divinità (Allen, 2014; Assmann, 2001).
La cosmogonia ermopolitana e la nascita dell’ordine cosmico
Nella cosmogonia ermopolitana, una delle grandi tradizioni teologiche dell’antico Egitto, l’ordine cosmico emerge progressivamente dalle condizioni primordiali rappresentate dall’Ogdoade, il gruppo di otto divinità che incarnano gli elementi originari del caos. In questo contesto laMaat coincide con la stabilizzazione del cosmo, che avviene quando il sole appare per la prima volta sopra le acque primordiali. L’apparizione della luce segna il momento in cui l’universo assume una struttura ordinata e abitabile.
Isfet: il caos opposto alla Maat
Il termine isfet rappresenta l’opposto della Maat e indica caos, disgregazione, ingiustizia e perdita dell’equilibrio cosmico. Nella visione del mondo degli Egizi, l’universo non è un sistema statico e definitivamente stabilizzato. Esso è piuttosto un equilibrio dinamico tra due forze opposte:
-
la Maat, che garantisce stabilità, verità e armonia
-
l’isfet, che tende continuamente a dissolvere l’ordine del cosmo
La storia del mondo e l’esistenza stessa dell’umanità dipendono dalla capacità di mantenere questo equilibrio (Assmann, 2001).
La dea Maat: personificazione divina dell’ordine cosmico
Per gli Egizi la Maat non è soltanto un principio astratto, ma possiede anche una dimensione divina e personificata. Essa viene rappresentata come una dea riconoscibile dalla piuma di struzzo posta sul capo, simbolo di verità, equilibrio e giusto ordine. La Maat non riguarda soltanto la struttura del cosmo, ma anche il funzionamento della società umana e dell’ordine politico. Nel pensiero egizio non esiste una separazione netta tra ordine naturale e ordine sociale: entrambi sono manifestazioni dello stesso principio universale.
Governare con giustizia, rispettare gli dèi e mantenere l’equilibrio tra gli uomini significa quindi partecipare attivamente al mantenimento della Maat (Assmann, 1995). Per questo motivo il faraone viene spesso definito nei testi egizi come “colui che stabilisce la Maat e distrugge l’isfet”. Il sovrano non è soltanto un governante politico, ma il garante umano dell’ordine cosmico.
Un’iscrizione del Nuovo Regno afferma:
«Il re vive di Maat
e nutre gli dèi con essa.»(Lichtheim, 1976)
Questa affermazione sottolinea come il faraone fosse considerato il mediatore tra il mondo divino e quello umano, responsabile del mantenimento dell’ordine universale.
Il significato filosofico della Maat
La centralità della Maat nella cultura egizia rivela la profondità del pensiero religioso dell’antico Egitto. Gli Egizi compresero che l’ordine del mondo non è qualcosa di automatico o definitivo, ma un equilibrio fragile che deve essere continuamente mantenuto. Il cosmo, la società e la vita stessa dipendono dalla capacità di preservare questo equilibrio tra ordine e caos.
L’iconografia della Maat nell’arte egizia
La Maat nell’arte egizia veniva rappresentata sia come dea personificata sia attraverso simboli specifici che esprimevano il concetto di ordine, verità ed equilibrio cosmico. Questa duplice modalità iconografica riflette la natura stessa della Maat, che per gli Egizi non era soltanto una divinità, ma anche un principio universale che governa il cosmo, la società e il comportamento umano (Assmann, 1995; Hornung, 1982).
La rappresentazione più comune della dea Maat mostra una figura femminile seduta o inginocchiata, spesso in posizione di offerta o di devozione. Il tratto distintivo che permette di riconoscerla è la piuma di struzzo posta sul capo, simbolo fondamentale della Maat.
La piuma rappresenta:
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leggerezza
-
equilibrio
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rettitudine
-
verità
Per questo motivo diventa l’emblema dell’ordine cosmico e della giustizia divina.
In molte raffigurazioni la dea tiene tra le mani:
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il segno ankh, simbolo della vita
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lo scettro was, emblema di potere divino
Talvolta la Maat viene rappresentata anche con ali spiegate, soprattutto nei contesti funerari. In questa forma appare come una forza protettiva che avvolge il defunto e garantisce la sua integrazione nell’ordine dell’universo.
La dea Maat nella tomba di Nefertari
Un esempio celebre dell’iconografia della Maat proviene dalla tomba di Nefertari (XIX dinastia, XIII secolo a.C.) nella Valle delle Regine. Il rilievo raffigura la dea Maat con grandi ali spiegate, simbolo della protezione e dell’armonia cosmica. Sul capo porta la piuma di struzzo, il suo principale attributo iconografico, che rappresenta equilibrio, rettitudine e verità. Le ali che si estendono lungo il corpo evocano il ruolo della Maat come forza che mantiene l’ordine del cosmo e protegge il defunto nel viaggio nell’aldilà.
Davanti alla dea compaiono segni geroglifici e simboli solari, che richiamano il legame tra la Maat e l’ordine stabilito dal dio sole nel momento della creazione. In questo contesto funerario, la presenza della dea garantisce che il defunto possa partecipare all’ordine cosmico e alla vita eterna.

La piuma di Maat nel Libro dei Morti
In alcuni contesti rituali la Maat non viene rappresentata come figura divina completa, ma soltanto attraverso la piuma di struzzo, che diventa il simbolo autonomo del principio di verità e giustizia. Questo uso simbolico appare chiaramente nella celebre scena della pesatura del cuore nel Libro dei Morti.


Durante il giudizio nell’aldilà, il cuore del defunto viene confrontato con la piuma di Maat per verificare la sua conformità all’ordine cosmico e alla verità morale (Hornung, 1999; Taylor, 2010). Se il cuore risulta più leggero o equilibrato rispetto alla piuma, il defunto può accedere alla vita eterna.
Il faraone che offre la Maat agli dèi
Un’altra iconografia importante compare nei rilievi templari del Nuovo Regno, dove il faraone è raffigurato mentre offre una piccola statuetta della dea Maat agli dèi. Questo gesto rituale possiede un significato teologico molto preciso. Il sovrano non offre semplicemente un oggetto sacro, ma restituisce simbolicamente agli dèi l’ordine che essi stessi hanno stabilito al momento della creazione. In questo modo il faraone dimostra di governare in conformità alla Maat e di contribuire al mantenimento dell’equilibrio cosmico (Assmann, 2001).
Fonti bibliografiche







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