Questo testo è tratto dal libro
“La civiltà dei Sumeri. Storia, mitologia e letteratura Dal diluvio alle imprese del Grande Gilgamesh”
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Ziusudra (o Zin-Suddu) di Shuruppak è un re mitico sumero antidiluviano. Egli è menzionato nella Lista reale sumerica come l’ultimo sovrano a regnare prima del diluvio che spazzò via ogni forma di vita. Il suo nome significa “colui che ha visto la vita”, in riferimento al dono dell’immortalità conferitogli dagli dèi per essere sopravvissuto all’inondazione che gli stessi dèi scatenarono sulla Terra per distruggere l’umanità (Kramer, 1961; Dalley, 1989).
Il mito di Ziusudra costituisce l’epopea del diluvio più antica attualmente conosciuta. La narrazione è conservata su una tavoletta di argilla incisa in caratteri cuneiformi, risalente al periodo della I dinastia di Babilonia (circa 1800 a.C.), quando la lingua sumera era ancora impiegata nella scrittura dei testi religiosi e dei documenti amministrativi (Tinney, 2005). Sebbene il reperto sia successivo all’epoca sumera, rappresenta indubbiamente una trasposizione letteraria di un mito arcaico. La tavoletta è conosciuta come Genesi di Eridu, poiché include anche sezioni dedicate alla creazione delle prime città sumere (Kramer, 1961).
Ziusudra è l’eroe del diluvio che, nella letteratura accadica, prende il nome di Atrahasis, mentre nella tradizione babilonese classica, raccontata nell’Epopea di Gilgamesh, è chiamato Ut-nampishtim (Dalley, 2000). Il diluvio mesopotamico rappresenta un modello epico che ispirò successivamente la composizione del mito biblico di Noè nel Libro della Genesi (Leeming, 2005). Nel corso dei secoli cambiarono i protagonisti, ma i contenuti fondamentali dell’evento epico rimasero sostanzialmente invariati.

La prima parte del mito è dedicata alla fondazione delle prime città sumere: Eridu, Bad-Tibira, Lars, Sippar e Shuruppak. La regalità, secondo la tradizione, discese dal cielo sulla prima città, Eridu (Kramer, 1961). Dopo una considerevole lacuna nel testo, il racconto prosegue con la decisione degli dèi di inviare un diluvio per distruggere l’umanità. Il dio Enki, signore delle acque dolci sotterranee, avvertì il sovrano di Shuruppak dell’imminente catastrofe, invitandolo a costruire una grande barca per salvarsi. La parte con le istruzioni per la costruzione della barca non si è conservata. Quando il testo riprende, viene descritto il diluvio: una terribile tempesta che imperversò per sette giorni. Al termine della catastrofe, Utu, il dio del Sole sumero, si manifestò a Ziusudra, che in suo onore sacrificò un bue e di una pecora. Dopo un’ulteriore lacuna nel testo, la narrazione riprende con Ziusudra chiamato al cospetto degli dèi An e Enlil, i quali gli conferirono il dono dell’immortalità per essere sopravvissuto alla sentenza divina e per aver prolungato i giorni dell’uomo sulla Terra. Infine, gli dèi portarono Ziusudra a Dilmun, il leggendario giardino dell’Eden (Foster, 1996; Dalley, 2000).

Tavola cuneiforme scritta in lingua sumera durante il periodo babilonese.
Il racconto del diluvio contenuto nella tavoletta CBS10673 (Genesi di Eridu),
[…]
Cercherò di impedire la distruzione della mia umanità;
per Nintu, cercherò di fermare
il genocidio della mie creature!
Voglio che la gente torni alle terre da loro abitate.
Siano tutte le loro città ricostruite:
che la loro ombra sia riposante,
che i mattoni di tutte le città
siano collocati nei luoghi sacri,
che tutte le […] dimorino nei luoghi sacri.
“La pura acqua che spegne il fuoco
io porrò opportunamente colà.
Ho perfezionato le regole divine e i sublimi me:
nei luoghi che sono stati distrutti,
farò in modo che vi sia la pace.”
Dopo che An, Enlil, Enki e Ninhursag
Ebbero creato il popolo dalla testa nera
Gli animali si moltiplicarono per ogni dove,
animali di ogni taglia: i quadrupedi furono posti
come ornamento adatto alle pianure.
[…]
”Che io possa tenere in conto il loro diligente lavoro,
il muratore del paese possa gettare solide fondamenta.”
Quando lo scettro della regalità fu condotto giù dal Cielo,
dopo che l’augusta corona e il trono regale
furono condotti giù dal Cielo,
egli con determinismo perfezionò le regole divine
e i sublimi me
pose i mattoni di quelle città in luoghi sacri.
Diede loro dei nomi, stabilì le capitali.
La prima di quelle città, Eridu,
assegnò al signore Nudmmud;
la seconda, Bad-tibira,
l’assegniò alla “tuttasanta” (Innana);
la tersa, Larak, la diede Pabilsag;
la quarta Sippar,la diede al sublime Utu;
la quinta, Suruppak, la diede a Sud.
I nomi diede a queste città, stabilì le capitali.
Non arginò l’alluvione, ma scavò il suolo e incanalò l’acqua,
dispose la pulitura dei piccoli canali
e dei fossati per l’irrigazione.
[…]
Pianse allora Nintu sulle sue creature,
pianse la pura Innana a causa delle genti,
Enki si consigliò con il suo stesso animo.
An, Enlil, Enki e Ninhursag,
gli dei dell’Universo, giurarono sul nome di An e Enlil.
In quel tempo Zi-u-sud-rà era re e sacerdote di vaticini;
una capanna edificò
con devozione, con parole ben appropriate, con timore
Giorno dopo giorno, con regolarità, stava là;
qualcosa che non era un sogno sopraggiunse:
parole di un giuramento stipulato tra Cielo e Terra.
La loro opposizione portarono gli dei fino al Ki-ur-
Zi-u-sud-rà udì,stando sul lato,
stando sulla sinistra, del muro laterale
“Muro laterale, ti devo parlare!
Presta attenzione alle mie parole,
presta l’orecchio al mio avvertimento:
per nostra iniziativa un Diluvio sui luoghi di culto si abbatterà,
la progenie dell’umanità sarà annientata.
E’ una sentenza definitiva,
la decisione dell’assemblea (divina).
Per la parola detta da An,Enlil,Enki e Ninhursag,
nella regalità il periodo di governo avrà fine.
Adesso”
[…]
I venti maligni e i venti di tempesta
tutti insieme si adunarono:
il Diluvio sui culti imperversò.
Sette giorni e sette notti
Il Diluvio sul paese dilagò.
L’arca nel Diluvio il vento maligno sballottò.
Il sole uscì, gettando luce su cielo e terra.
Zi-u-sud-rà un’apertura fece nella grande arca
E il sole e i suoi raggi all’interno della grande arca gettò.
Zi-u-sud-rà, comportandosi da re,
si prostrò davanti al dio –Sole, baciando la terra.
Il re buoi sacrificò
E rese numerose le pecore (da sacrificio).
[…]
Lo scongiuro del soffio vitale del cielo
e del soffio vitale della terra invocate.
An ed Enlil, il soffio vitale del cielo
E il soffio vitale della terra vi sia d’aiuto.
La distruzione si allontana dalla terra, se ne va.
Zi-u-sud-rà, comportandosi da re,
si prostrò davanti ad An ed Enlil, baciando la terra.
An ed Enlil (a) Zi- u-sud-rà con la moglie
Vita (eterna), come un dio gli diedero.
A vita eterna, come un dio, lo elevarono.
Allora, Zi-u-sud-rà il re,
colui che aveva salvaguardato le progenie dell’umanità
nel momento della distruzione,
in un altro paese, nel paese di Dilmun,
dove sorge il dio-Sole, fecero vivere.(fonte traduzione:http://www.misteromania.it/diluvio/Ziusudra.htm)
Tabella dei termini
| Termine | Tipo | Significato |
| An | Divinità | Dio del cielo, capo supremo del pantheon. |
| Bad-tibira (Bad₃-TIBIRA) | Città | Città antichissima, centro della metallurgia sacra. |
| Dilmun (Tilmun) | Terra mitica | Terra pura e luminosa; luogo di immortalità e rinascita. |
| Enki (Ea) | Divinità | Dio della sapienza, delle acque profonde, della creazione. |
| Enlil | Divinità | Dio dell’aria, dei decreti divini e della sovranità cosmica. |
| Eridu (Eridug) | Città | Prima città sacra, sede del culto di Enki. |
| Innana (Inana) | Divinità | Dea dell’amore, guerra, fertilità e sovranità. |
| Ki-ur (Ki-ur₃) | Luogo sacro | “Luogo puro / grande recinto”; spazio rituale dove gli dèi deliberano. |
| Larak | Città | Antica città sacra, legata a Pabilsag. |
| Me (ME) | Concetto divino | Decreti divini fondamentali, regole cosmiche e culturali. |
| Ninhursag (Nin-hur-sag) | Divinità | Dea madre della montagna; dea della creazione. |
| Nintu (Nin-tu) | Divinità | Dea delle nascite; epiteto di Ninhursag. |
| Nudimmud (Nudimmud) | Titolo divino | Epiclesi di Enki: “Colui che modella / plasmatore”. |
| Sippar (Zimbir) | Città | Città dedicata al dio solare Utu. |
| Sud (Nin-sud / Sud) | Divinità | Dea associata a Suruppak. |
| Suruppak (Su-rup-pak) | Città | Città legata al re Zi-u-sud-rā, protagonista del Diluvio. |
| Utu | Divinità | Dio del sole, della giustizia e della verità. |
| Zi-u-sud-rā (Ziusudra) | Re mitico | “Colui che ha prolungato i giorni”; eroe del Diluvio sumerico, antenato di Utnapištim. |
Commento
Il mito sumero del Diluvio non è soltanto una narrazione catastrofica, ma un racconto profondamente simbolico che riflette le concezioni sumere sul rapporto tra divinità, ordine cosmico e condizione umana. Il primo elemento da considerare è che la distruzione non avviene per “morale” o “peccato”, come in versioni successive, ma a causa di un disequilibrio cosmico: l’umanità non svolge più correttamente il suo ruolo all’interno dell’ordine stabilito dagli dèi. Nella visione sumera, gli uomini sono creati per sollevare gli dèi minori dal lavoro pesante; quando l’ordine viene meno, l’intero sistema deve essere ricostituito.
Ziusudra sopravvive non perché migliore degli altri, ma perché Enki, dio della saggezza e delle acque profonde, sceglie di preservare la continuità della vita. La sua azione indica che nel pantheon sumero non esiste un potere assoluto e monolitico: le divinità sono molteplici e talvolta divergenti, e la sopravvivenza dell’umanità è frutto di un equilibrio dinamico tra decisioni divine. Il Diluvio rappresenta quindi una reiniziazione, una sorta di “ritorno allo stato primordiale” da cui l’ordine può essere ricreato. L’attribuzione dell’immortalità a Ziusudra non è un premio morale, ma un riconoscimento del suo ruolo come ponte tra la vecchia e la nuova umanità, un “custode della memoria” che garantisce continuità.
Infine, l’arrivo a Dilmun, terra luminosa e incontaminata, simboleggia il ritorno alle origini, un luogo fuori dal tempo che conserva l’armonia perduta. Questo aspetto conferisce al mito una valenza ciclica: la distruzione è seguita da una nuova creazione, l’ordine è ristabilito, e la vita torna a fiorire.
Il racconto sumero del Diluvio è quindi, nel suo nucleo simbolico, un mito sulla fragilità dell’ordine cosmico, sul ruolo dell’uomo nel mantenere l’equilibrio del mondo e sulla possibilità di rinascita dopo la catastrofe.
Fonti
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Kramer, S. N. (1961). History Begins at Sumer: Thirty-Nine Firsts in Recorded History. University of Pennsylvania Press.
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Dalley, S. (1989). Myths from Mesopotamia: Creation, the Flood, Gilgamesh, and Others. Oxford University Press.
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Dalley, S. (2000). Myths from Mesopotamia: Creation, the Flood, Gilgamesh, and Others. Revised Edition. Oxford University Press.
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Foster, B. R. (1996). Before the Muses: An Anthology of Akkadian Literature. CDL Press.
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Tinney, S. (2005). “The Nippur Tradition of the Sumerian King List.” In The Context of Scripture, Vol. 2: Monumental Inscriptions from the Biblical World, edited by W. W. Hallo. Brill.
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Leeming, D. A. (2005). The Oxford Companion to World Mythology. Oxford University Press.





